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Corsi di Formazione

Scuola italiana poco internazionale

Bocciati gli insegnanti italiani

In fatto di conoscenza delle lingue straniere i docenti italiani non sono al passo con il mondo e anzi, stavolta gli allievi superano i maestri. Lo riferisce la ricerca 2015 dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca promosso dalla Fondazione Intercultura. Secondo lo studio, infatti, solo il 18% degli insegnanti ha maturato esperienze di insegnamento all’estero o collaborazioni con docenti di altri Paesi, e il 60% non ha invece nel suo curriculum formazione ed esperienze fuori nazione e un 22% ha solo il “potenziale”, avendo partecipato a corsi di lingua o coinvolto gli alunni in progetti e scambi.

Decisamente più attivi, gli studenti che, dati alla mano, dimostrano di aver superato i maestri: dal 2009 al 2014 è aumentato del 109% il numero di chi parte per studiare all’estero. Lo scorso anno sono partiti 7.300 adolescenti per un periodo compreso tra i tre mesi e l’intero anno scolastico.

Ma il voto più basso (pari a 4,2) interessa la conoscenza delle lingue straniere da parte dei docenti non di lingua: il 57% dei professori autovaluta la propria conoscenza dell’inglese bassa o medio/bassa.

Le soluzioni

Le soluzioni che i professori ipotizzano, per una maggiore internazionalizzazione della scuola, sono diverse: secondo alcuni la scuola dovrebbe offrire condizioni e risorse per lavorare al meglio: 2 su 3 (il 61%) chiedono autonomia e flessibilità (32%); mentre per un docente su quattro (24%) la necessità primaria è l’aggiornamento perché la scuola sia al passo con la società; un altro 10% preferirebbe avere maggiori riconoscimenti, dal proprio ruolo a quello economico. Così solo il 40% degli insegnanti ritiene che la riforma in corso aiuterà le scuole ad assumere un profilo più internazionale.

La voce dei Presidi

I Presidi invece non bocciano la scuola in internazionalizzazione e, al 5,1 dato dai docenti, che bocciano anche la capacità di accoglienza e valorizzazione degli studenti stranieri (5,8), il grado di insegnamento delle lingue straniere (5,4), la capacità di formare cittadini europei (5,3), l’apertura a collaborazioni con scuole estere (5,1), la predisposizione al cambiamento (5,0), i presidi rispondono con un voto 7 e 10.

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